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Urbino e Montefeltro: nella terra dei duchi.
Storia, arte e natura fuse insieme per uno dei più suggestivi itinerari del centro Italia. Si parte da Urbino, culla del Rinascimento, città natale di Bramante e Raffaello, capitale della dinastia dei conti e duchi di Montefeltro, per attraversare le colline di questo vero giardino verde, punteggiate da rocche e castelli medievali. E arrivare alla rocca di San Leo, l'inespugnabile fortezza dove fu rinchiuso Cagliostro.
Un viaggio nella storia, tra uno più bei paesaggi del nostro paese. La storia è quella che ha fatto di Urbino la culla del Rinascimento. I paesaggi sono quelli del Montefeltro, il "giardino verde" del centro Italia. Il viaggio di questa settimana tocca un territorio estremamente vario, nella provincia marchigiana di Urbino, attraverso vallate e colline, tra testimonianze storiche ed artistiche notevolissime, che se unite all'accoglienza cortese e all'ottima cucina, fanno di questo itinerario qualcosa di davvero speciale.
Si parte quindi proprio da Urbino, a 35 chilometri dalla città gemella di Pesaro. Situata tra le valli del Foglia e del Metauro, il suo massimo splendore lo ebbe sotto la Signoria dei Montefeltro, iniziata nell'anno Mille e estintasi nel 1626, quando l'ultimo duca, Francesco Maria II della Rovere, cedette il territorio a papa Urbano VIII. Fu soprattutto con l'illuminato Federico II da Montefeltro, prima conte e poi duca, che Urbino divenne uno dei centri principali della cultura e dell'arte del Rinascimento italiano. Tanto da dare i natali a due grandi artisti come Bramante e Raffaello Sanzio.
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Per apprezzare Urbino conviene però fare una passeggiata nel suo delizioso centro storico, tra vari palazzi patrizi disseminati lungo le sue caratteristiche strade e stradette, come quello che ospita l'Università, già residenza dei Montefeltro. Numerosi tesori d'arte ospitati nelle sue belle chiese e conventi, tra cui meritano una visita soprattutto la chiesa di S. Domenico, dal magnifico portale in travertino, quella medievale di S. Francesco, con bel campanile gotico cuspidato, e la mole neopalladiana della Cattedrale, ricostruita dal Valadier dopo il terremoto del 1784. Da vedere anche la casa natale di Raffaello, sede dell'omonima Accademia istituita nel 1869.Da Urbino iniziamo a percorrere, tra un panorama fatto di colli e valloni, le strade del territorio in direzione nord-ovest per raggiungere le terre del Montefeltro, posto agli estremi confini settentrionali delle Marche, a contatto con la Romagna e la Toscana.
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Dopo Carpegna, aggirando le pendici orientali del monte omonimo, la strada giunge a Pennabilli, altro rinomato centro di villeggiatura estiva del Montefeltro, disteso sotto le due caratteristiche punte emergenti del Roccione e della Rupe. Già feudo dei conti Carpegna intorno all'anno Mille, deve il suo nome alla fusione dei due castelli Penna e Billi. Di quest'ultimo, dove ebbe origine la famiglia dei Malatesta, si possono vedere ancora oggi i ruderi. Sulla rocca di Penna, da vedere la chiesa-santuario di S. Agostino (o Madonna delle Grazie) costituita di due distinti nuclei del XV e XVII secolo e la Cattedrale, di origini tardo rinascimentali. Fuori dell'abitato sorge la romanica Pieve di S. Pietro in ponte Messa, sorta come abbazia nell'alto medioevo sulle rovine di un tempio pagano.Esempio eccellente di architettura militare del Rinascimento è l'imponente Rocca (sede oggi di un Museo e di una Pinacoteca) che occupa la sommità della rupe e che deve il suo aspetto attuale all'intervento che vi operò dopo il 1475, su commissione di Federico da Montefeltro, il famoso architetto Francesco di Giorgio Martini.